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| CINEMA
E TEATRO / Teatro / "RIFIUTI" di Angelo Rojo Mirisciotti
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| "RIFIUTI" di Angelo Rojo Mirisciotti |
| a cura di Rossella Argo |
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TEATRO EMPIRE -
VIA F. GIORDANI NAPOLI -
22 Maggio 2009
Il rifiuto, inteso come negazione di partecipazione, di solidarietà, di disponibilità, è il vero dramma che stravolge i rapporti umani di questo spaccato del nostro tempo.
Quanta malvagità, quanto livore, quanta perfidia c’è nella paroletta “ no ”; quanta distanza crea questo ignobile monosillabo tra due esseri umani, tra due esistenze, tra due disperazioni. C’è un abisso di incomunicabilità nella negazione dell’aiuto richiesto e spesso, la vittima maggiore è più quella che pronuncia il diniego, piuttosto di quello che lo subisce. Maria Magnani con la sua flebile voce di donna ammalata chiede, dunque aiuto e la sua voce grida nel deserto ma nessuno le risponde, benchè tutti abbiano ascoltato.Il suo grido,come una lama di rasoio, fende le coscienze senza dischiuderle e fendendo, con esse recide i fili che legano ogni essere umano al proprio simile.Certo, il caso umano posto della “ piece ” è terribile, abnorme, estremo e la sua esistenza pone sotto accusa le Istituzioni preposte al soccorso dell’individuo più debole. |
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Ma l’inefficienza del Sistema colpevole di per se, evidenzia l’egoismo e l’indifferenza dell’umanità vista come sommatoria di singole individualità. Il Buon Samaritano non c’è più, Garrone non c’è più, di Salvo D’Acquisto è rimasto solo un vecchio monumento arrugginito sconosciuto ai più. E’ la cultura sublimata dell’EGO che viene dettando i ritmi parossistici e sincopati del nostro vivere moderno. E’ la violenza continua su persone e popoli intieri, propinata dai “ media ” in quantità industriale che sopisce ed annienta la pietà ed il rimorso per il rifiuto dato al singolo.
A tanto abominio, si cercano vie di fuga, in forme diverse, a volte aberranti.
C’è la fuga di Alessio che resta piccolo e come Peter Pan non può e non vuole crescere.C’è la fuga di Adriano che trova nella follia un’isola di serenità lontana dai suoi ricordi più atroci.C’è infine, e ci piace di più, la fuga di Grazia che, povera formichina deforme e negletta, continua con tutte le sue miserie a cercare ad accumulare bricioline d’amore. Il suo comportamento è, dunque, piuttosto, una fuga dalla femminilità ma ella anche se in modo maldestro si propone quale antitesi del rifiuto. Grazia da’ come può, fosse anche per ricevere......... Grazia quel poco che ha, da’, fosse anche perchè dare costa meno al povero che al ricco. Ed, in ogni caso, se ci sono in una storia e nella vita creature così, forse c’è ancora per noi, un’ultima vaghissima speranza.
Angelo Rojo Mirisciotti |
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