Yoga superstar
di Vincenzo Torino
Si scarica da Internet, contamina i corsi di fitness e soprattutto consacra i maestri a icone. Tutto il mondo li conosce, li osserva, li imita. Perché, alla faccia della crisi economica e della mancanza di tempo, sanno come “pagare uno e prendere due”. Un esempio? Tanto per cominciare, le loro posizioni fanno bene alla schiena e regalano anche un bel sedere. Ecco tutti (gli altri) risvolti del “new yoga”
In principio fu Marilyn Monroe: pochi mesi fa il mensile ''Yoga Magazine'' ha pubblicato le foto inedite della diva impegnata in posizioni meditative. Dopo di lei arrivarono la beat generation, gli hippy e il viaggio in India dei Beatles: grazie a questi fenomeni, lo yoga diventò un fenomeno di massa. Oggi la lista di celebrità yogiste è lunga: parte da Madonna, che pratica l'ashtanga (una variante con sessioni più dinamiche rispetto alla disciplina tradizionale), prosegue con gli abiti e le guide firmate da Christy Turlington e passa persino per la vita sessuale di Sting, da anni sostenitore del tantra, la disciplina che farebbe ottenere performance da Guinness. Dal praticante celebrity al maestro vip il passo è stato breve. Prendiamo per esempio David Life e Sharon Gannon: prima sconosciuti alla maggior parte dell'America, ora si contendono le copertine di ''Elle'' e ''Vanity Fair'' e sono diventati testimonial di Adidas.
La fama ha baciato anche Shiva Rea, assoldata dalla Nike. L'advertising business li vuole perché incarnano la ricerca di benessere interiore di cui la gente ha bisogno per compensare il malessere generale. La filosofia ''paghi uno, prendi due'' vince sempre, tanto più in una società sfiancata dalla mancanza di tempo, e adesso pure dalla crisi economica: è questa la chiave del successo dello yoga, che infatti è conveniente in molti sensi: ad esempio fa scomparire il mal di schiena e comparire un bel fondoschiena, ed eleva lo spirito migliorando il fisico. Perciò, chi detiene il sapere è un punto di riferimento prezioso, in virtù del fatto che sa insegnare e tramandare i codici d'accesso alla meditazione attraverso l'esecuzione perfetta dei mantra (le ripetizioni da abbinare alle varie posizioni: ''om'' è il più conosciuto). Queste formule apparentemente senza senso hanno infatti diversi significati in sanscrito (la lingua ufficiale dell'India colta) e, ripetute ad arte, aiutano il cervello a sintonizzarsi sulle onde alfa, la frequenza relativa allo stato di pace e di rilassamento. Tanta è l'efficacia dello yoga che persino gli scienziati, già da diversi anni, cercano di scoprirne i segreti e di dimostrare nero su bianco che asana, mantra e pranayama (il controllo ritmico del respiro) funzionano. Di certo c'è che «attraverso l'esecuzione delle posture, questa disciplina giova a muscoli e articolazioni, mentre il controllo della respirazione e le tecniche di meditazione migliorano il ritmo cardiaco e la pressione arteriosa. Inoltre aumenta il rilascio delle morfine endogene, analgesici naturali dell'organismo che contrastano lo stress», spiega la dottoressa Fiorenza Zanchi, autrice di ''Yoga e maternità'' (ed. Feltrinelli) e ''I chakra, l'universo in noi'' (ed. Xenia). In più, lo yoga stimola la produzione del neurotrasmettitore gaba, la cui carenza sembra essere collegabile alla depressione, come ha evidenziato la Boston University School of Medicine.