La spa diventa democratica e batte anche la crisi
di Monica Tavernini
È boom dei centri specializzati con saune e massaggi in città per trattamenti lampo nella pausa pranzo La Bocconi ha mappato i nuovi "hammam" per tutti.
qualche ora) in una spa è un lusso che diventa alla portata di molti, un esercizio sempre più di massa di edonismo autoconsolatorio riservato non più soltanto alle star. Un autentico segnale in controtendenza rispetto al crollo dei consumi. La spa non è più un optional offerto dall'albergo a 5 stelle fra mosaici, fontane, triclini e impianti sibaritici. Non è più il pacchetto extralusso di dieci giorni modello Carolina di Monaco a Merano. La spa è anche la ricerca del benessere - e del bene apparire - nella pensione a due stelle, ma è soprattutto un rito che si può compiere sotto casa, senza pernottare, con formula digiuna & fuggi. La remise en forme per acqua si pratica anche e soprattutto in città, a un passo dall'ufficio, nel centro commerciale, alla stazione, in aeroporto. E si pratica con tempi stretti, serrati, "ambulatoriali" e programmi-lampo da infilare nel pomeriggio libero, se non addirittura nella pausa pranzo.
  Si moltiplicano le guide - ormai vendute anche in edicola - che recensiscono e classificano i centri benessere disseminati nel belpaese. Ripeteva Sherazade che "una città non è completa senza il suo hammam". Oggi l'hammam è di quartiere. Impossibile calcolare in percentuale l'incremento delle spa in Italia perché finora non erano mai state censite. La prima mappatura è stata fatta dalla Bocconi e verrà resa nota durante il Cosmoprof, la più grande fiera internazionale di cosmetica e profumeria che si svolgerà dal 2 al 5 aprile a Bologna e che segnala un fatturato in crescita dell'1,2 per cento, un mercato complessivo da oltre 9 miliardi di euro. Da questa ricerca - che noi anticipiamo in esclusiva - risulta che sono 1.372 gli impianti catalogabili come spa nel nostro paese, di cui quasi la metà, e cioè 632, sono day spa, centri in cui non si pernotta.
La regione a più alta densità di day spa è la Lombardia (21 per cento) seguita dall'Emilia Romagna (16 per cento) e dalla Toscana (9 per cento); fanalini di coda il Molise e la Basilicata. Per quanto riguarda invece le spa stanziali situate nei centri termali e negli alberghi, al primo posto c'è il Trentino Alto Adige. Bolzano, in particolare, è la provincia con il maggior numero di spa negli hotel, mentre la provincia di Napoli è quella a più alta densità di stabilimenti termali. La spa in albergo non è più un lusso: una su quattro (il 26 per cento) è in un hotel a tre stelle o anche meno. Quanto ai clienti, il target previsto in crescita (oggi è del 27 per cento) è quello rivolto alle famiglie, con cure specifiche per bambini e adolescenti. Il 47 per cento delle spa offre trattamenti terapeutici e ben il 62 per cento mette a disposizione dei clienti trattamenti di tipo esotico, dai massaggi shiatsu e ayurvedici alla riflessologia plantare. Non ci si ferma a lungo ma, piuttosto, si tende a ripetere brevi soggiorni durante l'anno. Le strategie di differenziazione segnalano cure su misura legate al territorio (talassoterapia, vinoterapia, bagni di fieno) e all'offerta di medicina estetica, chirurgia plastica, servizi post-ospedalieri. Alla crescita delle spa Cosmoprof dedicherà un intero padiglione. Una sorta di salone nel salone, con "Spa Concept", un'area riservata all'allestimento di nuovi, futuribili centri estetici per acqua creati da architetti specializzati nel settore benessere. In programma incontri su "Analisi dei casi di successo e insuccesso", e dibattiti su "Le spa come modello di business". Perché di questo si tratta: di un colossale business in continua espansione, che mira all'abbinamento vincente fitness-relax, un lusso, se a piccole dosi, accessibile in questi tempi di crisi.