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E SOCIETA' / Moda / "Lutto" per i giovani creativi e per la libertà di espressione!
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| "Lutto" per i giovani creativi e per la liberta' di espressione!
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| di Ezio Stoppoloni |
Oggi passeggiavo per il centro di Roma in compagnia di alcuni miei colleghi, alla ricerca di alcuni abiti per un evento al quale siamo stati invitati.
Data l'importanza dell'evento cercavamo qualcosa di elegante ma allo stesso tempo esclusivo, glamour. Inutile a dirsi che purtroppo le nostre ricerche sono state vane. Quattro uomini, intenditori un pò per mestiere un pò per passione, di moda completamente insoddisfatti da tutto ciò che il mercato del "lusso" ci proponeva.
Passeggiare per le strade del centro della capitale tra le magnifiche vetrine di nomi altisonanti come Yves Saint Laurent, Gucci, Prada, Dior, Chanel... può dare magnifiche sensazioni e lasciare spazio a fantastici sogni se non fosse per l'incredibile mancanza di creatività. |
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"La moda aiuta a sognare" -"quando compri un abito compri un mondo"... allora mi viene da dire bel mondo di ...!
I nomi dei "grandi" sono intoccabili, quando si parla di loro guai a criticarli, guai se ci si oppone al loro stile. Se poi si considera il giornalismo di moda che tutto è meno che libero, allora stiamo freschi. Per i giornalisti è vietato parlare male, criticare con giudizio o meno le creazioni degli inserzionisti, di coloro i quali pagano profumatamente le pubblicità sui giornali. Basti pensare all'episodio Dolce e Gabbana. I due stilisti levarono milioni di pubblicità ad un quotidiano che parlò male delle cotolette del loro ristorante a Milano. Libertà di espressione. ADDIO.
Sfogliare Vogue, Velvet, Amica, Glamour e tutti quei giornali così detti di moda per gli addetti ai lavori è sacrosanto, doveroso, obbligatorio... ma sfogliando questi giornali si può far caso al fatto che non c'è un articolo, neanche un trafiletto in ultima pagina che parli o promuova giovani stilisti emergenti, di coloro che pur non avendo grandi capitali hanno creatività da vendere! Facciamo un esempio, che non sia per forza di uno stilista emergente. Alessandro dell'Acqua un creativo, un vero e proprio designer, di origini napoletane, famoso per le sue creazioni che possono piacere o meno ma pur sempre un grande creativo riconosciuto in tutto il mondo, i suoi fatturati non sono altissimi. Guardando i redazionali avete mai visto qualcosa di suo?, avete mai visto un suo abito fotografato in un servizio fotografico di un grande fotografo come Meisel o Lindbergh? No!
I grandi nomi del giornalismo di moda, i grandi talent scout invece di occupare i posti delle prime fila alle sfilate più esclusive occupassero quelli dei giovani designer che calcano le passerelle londinesi, oppure che sfilano in dei vecchi palazzi, strutture gratuite perché non hanno fondi forse scoprirebbero dei talenti che potrebbero diventare veramente qualcuno, i nuovi Dior, Hermes o Gaultier.
Se la moda è corruzione, se la moda non è libertà allora non vale la pena di esistere! La moda è un arte come la scrittura, la pittura, e l'arte è incorruttibile, ha un valore sopra ogni cosa.
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