Detective nuziali
di Maria Pinto
È boom dello spionaggio, per evitare i troppi imbroglioni e i cacciatori di dote
L'appetito degli indiani per l'oro non è più quello di una volta. La crisi economica costringe a qualche sacrificio: nel Paese che da anni è il primo importatore mondiale di oreficeria, soprattutto per le doti matrimoniali, le importazioni di metallo giallo sono lievemente calate negli ultimi mesi. Qualche risparmio viene fatto anche sui costi dei sontuosi banchetti di nozze, le tradizionali dieci portate di piatti luculliani decorati con petali di rose (chi ha visto il delizioso film Monsoon Wedding sa di che si tratta). Ma c'è una voce di spesa che le future spose indiane non sono affatto disposte a tagliare. È il ricorso ad agenzie di detective per indagare sulla moralità dell'aspirante marito.
Questo business non conosce recessione, anzi il boom dello spionaggio pre-nuziale sembra addirittura esaltato dalle difficoltà dell'economia. Le ragazze indiane, soprattutto se istruite e di buona famiglia, considerano queste indagini come un investimento, una polizza assicurativa. In una nazione celebre per l'istituto del matrimonio "combinato" - cioè deciso dai genitori - questo boom dei detective è il sintomo di profondi cambiamenti sociali e culturali. Anzitutto è venuta meno quella efficiente rete spionistica che un tempo lavorava gratis: le famiglie. Per accertare la moralità dei futuri sposi - eventuali relazioni sessuali prematrimoniali, eccessi nell'alcol o carattere violento - durante i secoli passati i giovani fidanzati potevano contare su un esercito di parenti, amici, vicini di casa felici di inquisire e spettegolare. Finché l'India era una società chiusa, con scarsa mobilità sociale e geografica, il controllo sociale sui comportamenti degli individui era invasivo e spietato. Ma oggi c'è una nuova generazione di indiani "nomadi" del progresso tecnologico. Giovani donne laureate in ingegneria informatica lavorano per una multinazionale di Bangalore, vivono a mille chilometri dai propri genitori, cercano un partner su Internet. Il candidato selezionato online è un illustre sconosciuto che magari vive a Hyderabad, lui stesso lontano dalla famiglia. Allo stesso tempo in India il curioso intreccio tra modernità e tradizione ha mantenuto in vita l'istituto della dote, che la famiglia della sposa deve fornire obbligatoriamente. Anzi, per effetto dello sviluppo economico le doti sono diventate sempre più ricche. La conseguenza perversa di questo benessere è un crescente incentivo alla truffa. Eserciti di giovanotti indiani sono a caccia di ragazze ben fornite di dote, da abbindolare e poi abbandonare subito dopo il matrimonio. I più temibili imbroglioni si trovano nella comunità degli indiani emigrati in America: circuiscono una connazionale di buona famiglia che vive in India, rimpatriano per celebrare nozze sontuose, poi spariscono all'estero dopo aver messo al sicuro la dote della ragazza benestante su un conto bancario offshore.